DadaDebora

“Nella mia mente affollata di pensieri non c’è pace, c’è arte”

“Vivere è una forma di arte applicata”

Mi chiamo Debora Basei e il mio nome d’arte è DadA

Perchè “dada”?

Dada è l’abbreviazione di “dadaismo” una corrente artistica dentro la quale, da sempre,  ritrovo la genesi del mio pensiero. Dalla mia prima infanzia, sono cresciuta tra materiali e colori, con la fortuna di sperimentarne moltissimi e creare con poco molte “cose”. Ho scoperto che si trattava del mio “dono”.

Formazione professionale

Dopo gli studi ad indirizzo artistico (Istituto Statale D’arte Bruno Munari), iscritta all’Università Cà Foscari di Venezia alla facoltà di Conservazione dei beni e delle attività culturali, sono stata contattata da un’azienda leader nel mondo dell’editoria e della comunicazione Seat Pagine Gialle SpA e che,  al tempo, stava avviando nel territorio Veneto delle agenzie per lo sviluppo  della comunicazione delle imprese (1997) https://it.wikipedia.org/wiki/Seat_Pagine_Gialle#Dal_1996_al_2009

Lavorare per questa importante azienda è stata un’opportunità, un dono che mi ha permesso di entrare  in contatto con centinaia di realtà per le quali, grazie alla creatività, immaginazione e concretezza ho sviluppato innovativi progetti di comunicazione del prodotto che hanno permesso alle aziende di acquisire visibilità e incrementare le statistiche di vendita. Ero giovanissima e gioiosa di dare sempre il meglio di me stessa per creare opportunità per le aziende.

Questo impiego mi ha permesso di conoscere e capire come nasce un bullone, come nascono un ponte e un manichino ma non solo. L’esperienza  nel mondo dell’imprenditoria  mi ha permesso di acquisire consapevolezza sulla visione di insieme relativa processo di progettazione, produzione delle aziende che, in un certo senso, vedo come la creazione di un’opera d’arte che ogni giorno cresce e, nella sua espansione, consente il benessere collettivo.

Ho sempre dedicato molto tempo alla formazione personale, allo studio dei materiali, delle forme e dei processi di lavorazione.

Nello stesso periodo ho frequentato importanti e  specifici corsi di formazione e master di approfondimento nell’ambiento del marketing diretto e indiretto, telemarketing, gestione di agenti monomandatari: time management, scheduling, vincoli logici, e, considerato che mi occupavo anche di progetti collettivi e strutturati ho frequentato anche corsi di project management per la gestione di  attività di back office e front office organizzati dalla parent company Seat Pagine Gialle SpA.

L’agenzia territoriale dove principalmente esercitavo la mia professione, con sede a Conegliano (TV), fu in Italia la seconda per importanza e fatturato.

Nel 2006 grazie all’esperienza diretta con le aziende e all’acquisizione di conoscenza sui prodotti e sul loro processo produttivo (scarto compreso),  ho avviato  un’ iniziativa di riuso creativo degli scarti di lavorazione aziendale e di materiali di comunicazione desueti e destinati allo smaltimento. Sembra un paradosso ma, considerato che questo è il sito dove parlo di me, questo progetto è nato in seguito ad un grande dolore: la perdita di mio padre al quale ero molto legata. Vivere, interiorizzare e soprattutto rielaborare un lutto per me è diventato un’opportunità per comprendere come, ognuno di noi, ha un grande potere spirituale e credo anche immortale.

Nel 2006 ho intrapreso un percorso di studi legati alla psicologia, alla spiritualità e in un certo senso, un percorso spirituale legato al senso dell’esistenza.

Per  una naturale predisposizione e sensibilità  ho desiderato condividere il progetto con persone a vario titolo svantaggiate a dimostrazione di come, ogni individuo, sia prezioso, capace e che spesso queste capacità non emergano per vari motivi ma l’amore riesce sempre a riconoscere e a valorizzarle. Motivo per il quale collaboro con Associazioni ed enti morali come l’Associazione Piccola Comunità Onlus e l’associazione il Pesco di Mogliano Veneto, l’Istituto Costante Gris, l’Associazione la Nostra Famiglia, l’Istituto Don Bosco, la Casa di Riposo F. Fenzi. 

Con il mio progetto, che al tempo si chiamava Riciclati e oggi Ricrearti, divento promotrice della responsabilità che ognuno di noi ha nei confronti delle persone che incontra e dell’ambiente dove vive: la responsabilità sociale.

Ho sviluppato collaborazioni con lo stilista Elio Fiorucci e con il maestro Dario Fo, oltre ad aziende di rilievo nazionale ed internazionale con un occhio attento alle persone considerate “diverse” e con l’intenzione di renderle partecipi di un progetto d’insieme che potesse valorizzare la loro individualità.

Alcuni esempi: Assindustria Venetocentro con il progetto “Eco Rete sostenibile” ideato in occasione della “settimana della sostenibilità” che vede coinvolte le aziende del gruppo Sostenibilità, Axa Assicurazioni per cui ho realizzato accessori e arredi eco-sostenibili del nuovo edificio di Milano, La Gazzetta dello Sport, Juventus, Amorim Cork Italia, Autorità Portuale di Venezia, Fincantieri, Dotto Trains, Atalanta Bergamasca Calcio etc.

Dal 2014 l’iniziativa che ho creato diventa un progetto di formazione attività condivisa con adulti e studenti, associazioni e coooperative al fine di dimostrare che, attraverso il riuso creativo di materiali e forme, possono nascere creazioni funzionali.

Dal 2007 realizzo, inoltre, allestimenti per conto della città di Conegliano (TV) (la mia città natale)e mi impegno a diffondere, presso scuole dell’infanzia, primarie e secondarie (del comprensorio della Sinistra Piave, il progetto di formazione del quale sono promotrice su disposizioni di Savno Servizi Ambientali coinvolgendo mediamente un centinaio di scuole per circa 2.000 studenti.

Il progetto “Ricrearti” ha il benestare del Museo Peggy Guggenheim di Venezia, che per me e i miei collaboratori è la prima fonte di ispirazione.

La mia arte trova radici nelle avanguardie artistiche (Dadaismo e Surrealismo) ma trova affinità con tutte le forme espressive nate dopo il ‘900 e nell’arte contemporanea.

Installazioni, i disegni di parole che compongono immagini e l’arte da condividere sono le mie creazioni personali, che nascono da una ricerca spirituale sulla mia esistenza.

“Creare è un dovere che mi è stato donato”.

Anno 2009 l’incontro con Elio Fiorucci

di Elio Fiorucci  a Milano, ricordo ancora lo sguardo attento, vigile e i suoi occhi grandi che mi scrutavano con interesse. Sono entrata nel suo ufficio con mezzo busto di manichino decorato. Lo tenevo sotto al braccio destro. Con il braccio sinistro tenevo una scatola decorata con dentro tanti prototipi di idee.

Quando mi vidde esclamò: “Debora apri quella scatola che sono curioso come un gatto!”

Gli feci vedere una delle prime creazioni: il doppio portachiavi a forma di  cuore, fatto con pezzetti di affissioni pubblicitarie nato per essere ritagliato a metà per essere condiviso. Mi guardò negli occhi ed esclamò: questa idea è geniale così come le borse a forma di cuore e stella! Mettiamole nelle vetrine dei negozi Coin.

Questa pagina è in continuo aggiornamento, mancano ancora molti aneddotti per completare la mia storia.

Alcune opere:

Creativity is Debora’s  life partner. From early childhood, she has grown up among materials and colours, testing  many of them, adapting material to her ideas.

After her arts education she comes into contact with several companies for which  she makes marketing projects. In 2006 she starts a project about creative re-use and since then she has been developing cooperation:  with the stylist ElioFiorucci, with Maester Dario Fo and also with important national and international companies (Axa Insurance, for which she creates sustainableaccessories and furniture in the new building in Milan , La Gazzettadello Sport, Juventus, Amorim Cork Italia, AutoritàPortuale di Venezia, Fincantieri).

Since 2014 her activities have become a training project called “Ricrearti” ( re-create with art), an enterprise shared with adults, students, associations and  cooperative societies to prove that, through creative re-use of material and forms, functional works can arise. Since 2017 she has been making exhibits for the town of Conegliano(TV) and she has been concerned about  the diffusionof  her training project  in schools and associations . The project  “Ricrearti” has the consent of  Peggy Guggenheim Museum in Venice, that is for her and her collaborators the  first source of inspiration. Her art finds its roots in the artistic avant-garde (Dadaism and Surrealism) however it finds affinities with all the expressive forms born after ‘900 and in the contemporary  art. Her works are always  accompanied by a poetic taste, they are playful as if her energy  has been expanding into infinity, as if she had never been born, as if  she has always existed in a former life. Her creations are the word drawings which makes up the  images and the art to be shared. They are born from a spiritual quest of  their existence. ”To create is a duty  gifted to me.”  Debora says.

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Il “plusvalore” delle mie opere

Il “plusvalore” delle mie opere, ovvero le loro molteplici sfaccettature, sono date dall’abbinamento dei materiali, forme e colori che vivo e sento intensamente.

La mia formazione mi ha insegnato che il concetto di “prezioso” è stato determinato dalla società, dalla sua intrinseca utilità. Il ferro è prezioso per un’ acciaieria, l’oro per una gioielleria.

Nella nostra realtà metafisica siamo invece legati non tanto al concetto di prezioso, quanto alle emozioni che un determinato materiale, forma e oggetto ci trasmette.

All’esame di maturità un insegnate, dopo aver ascoltato la mia relazione sulla metafisica di Giorgio De Chirico, mi raccontò un aneddoto che ha sintetizzato questa visione. Giorgio De Chirico aveva tenuto in casa due poltrone che chiamava “mamma e papà”. Quando i suoi genitori erano stanchi, si accomodavano in questi due complementi d’arredo e così, all’indomani della loro morte, De Chirico per sentire ancora vicini i suoi genitori, si sedeva su quelle poltrone. Se voleva “sentire” vicino a se la madre, si accomodava sulla poltrona dove si sedeva la mamma, lo stesso succedeva quando si sedeva sulla poltrona del padre: in quel momento era vicino al suo papà.

Amo inoltre giocare con materiali naturali come il sughero, perché sulla loro purezza posso esprimere tutti i miei concetti che sono la sintesi di tutto il mio percorso di vita terrena: dolore, passione, gioia, amore incondizionato. Esprimo questi concetti con colori di una certa intensità e qualità. Uso vernici anziché tempere. Vernici solitamente utilizzate per colorare il ferro e il legno. In questo modo le mie creazioni possono essere vissute senza essere danneggiate dall’usura e dal tempo. La continua ricerca dei materiali e i continui studi fin dai primi anni di vita (per questo devo ringraziare la mia curiosità bambina) mi hanno portata alla sintesi concettuale e materiale dell’espressione della mia essenza.

Mi capita di avere piacevoli incontri con oggetti di tutti i tipi, che per una “pura significante casualità”, arrivano a me con tutta la loro energia. Li osservo, li sento, li trasformo per continuare a farli vivere. Un giorno, in un campo di recupero, ho incontrato tre bellissimi bulloni ricchi di energia. Sembrava avessero il bisogno di ritornare a vivere. Un regalo dal cielo. Accostati ad un’immagine, al pizzo (che rappresenta la mia femminilità), a ritagli di maxi affissione della pubblicità dei rossetti “Deborah” proveniente da Milano capitale della moda, (il riuso di questi materiali pubblicitari mi da un sacco di stimoli pensando a chi li ha visti e vissuti nella loro totalità)  sono stati trasformati in una energica opera d’arte da indossare. L’ho battezzata “Svi-tata”. Il significato del messaggio è che sono un’eterna bambina (mio padre mi chiamava tata, che nella zona dove vivo significa bambina). “Svitata” è la mia essenza: Mi Riavvito Nel Pizzo Perché SonoPazza (svitata).

Sono nata nel 1978, quindi ho vissuto la situazione storica che mi ha vista immersa nel ben-essere (soldi, investimenti sugli immobili, certezze) che ha portato la società ad un periodo di stasi mentale e successivamente alla crisi che stiamo vivendo (2014). Una crisi di valori economici che parallelamente colpisce le anime e la psiche della persone. Crisi d’identità dovuta al consumismo, alla frenesia, alla veloce crescita dei bambini, alla volontà di avere tutto e subito senza assaporare e metabolizzare cosa faccia parte del tutto e il significato della parola “subito”. Non possiamo avere subito ciò che è bene che arrivi dopo. E cosi ci ritroviamo cresciuti, adulti e senza emozioni.

Chi mi affida la realizzazione di un’ opera ama sapere che gli istanti che mi hanno portata alla creazione sono stati dedicati al committente. Non è cosa da poco. Il mondo ha voluto accelerare i tempi e illuderci con le creazioni in serie. Ci ha accontentati con stampe e fotocopie di opere famose illudendoci di essere soddisfatti. La soddisfazione del nostro essere arriva quando abbiamo la consapevolezza di “essere partecipi di un progetto”, partecipi di emozioni. E’ un po’ come il ritorno del pittore di corte, ma in chiave moderna.

Le miei idee influenzano i materiali che si ritrovano accostati in modo inusuale, quasi surreale. E’ un concetto dadaista e surrealista, filosofie espresse con un’estetica giocosa come il nostro essere fanciullo. Abbino colori in modo estremo per superare il concetto dell’abbinamento monocolore. Abbiamo vissuto in un periodo dove sembrava che ogni cosa per essere “giusta” dovesse essere dello stesso colore (appartenere allo stesso sistema,  alla stessa razza, allo stesso ambiente ecc.). Credo negli opposti che si esaltano l’uno con l’altro. Concezione spirituale che vede unite tutte le correnti artistiche.

Racchiudo nelle mie opere i passaggi artistici della Storia dell’Arte. Qualche mia opera è stata dedicata a  Salvador Dalì, Giorgio De Chirico, Marcel Duchamp, Man Ray ed altri. Con loro ho un buon rapporto: li sogno, li sento, li vivo dentro me stessa. Sono uno stimolo importante perché in loro sento pArte di me.

The “surplus” of my works

The “surplus” of my works, or rather their various aspects, are created from the match of materials, shapes and colours that I feel and live hard.

My education taught me that the concept of “precious” has been determined from the society and from its intrinsic utility. Iron is precious for a steelworks, gold for a jewelry.

In our metaphysical reality we are not only tied to the concept of precious, but also to the emotions that a specific material, shape and object gives us.

At my final high school state exam, after my report about the metaphysic of Giorgio de Chirico, a teacher told me an anecdote that summarized this point of view. Giorgio de Chirico had in his house two armchairs that he called “mum and dad”. When his parents were tired they sat down in these two furniture items. After their dead,De Chirico, to feel his parents  more near, he sat down in these armchairs. If he would “feel” near her mother, he sat down in the armchair where the mother used to sit. And the same happened when he sat down in the armchair of the father: in this moment he was near him.

I love to play with natural materials as cork, because with their pureness I can express all my concepts. They are the summary of my entire way  of an earthly existence: sorrow, passion, happiness, unconditional love. I express these concepts with colours  with high intensity and quality. I use paints and not tempera. Paints are usually utilized to paint iron and wood. In this way my creations can be lived without being damaged by use and time. The continue research of materials and the continuous studies from the earlier years of life (for this I have to thank my child curiosity) brought me to the conceptual and material summary of the expression of my essence.

Often it  happens that I have pleasant meetings with objects of all types, that for a “pure signifying causality” come to me with all their energy. I observe them, I fell them and I transform them to make possible the continuity of their life. One day, in a rehabilitation centre, I met three beautiful bolts rich of energy. It seems that they needed to return to life. A gift from the sky. They have been combined with an imagine and a lace  (that represents my womanliness), with cuttings from big billposting of the advertisement of the lipsticks “Deborah” coming from Milan, the fashion capital (the re-use of these advertising materials give me a lot of incentive if I think of who saw and lived them in their totality). They have been transformed in an energetic art work to wear. I have named this art work “Svi-tata”. The meaning of the message is that I am an eternal little girl (my father named me tata, that in the place where I live it means little girl). “Svitata” is my essence: “I screw me back on the lace because I am crazy (svitata)” .

I was born in 1978, and I lived the historic time of great wealth (money, real estate investments , certainty) that it has brought the society in a period of mental stagnation and later to the crisis that we are living nowadays (2014). A crisis of economic values that simultaneously affects souls and psyche of people. Identity crisis due to the consumerism, the frenzy, the speed of growth of children, the desire to have all the things  immediately without testing and metabolise what is part of a whole and the meaning of the word “immediately”. We cannot have immediately what is better to arrives later. And making so we are grown, adult and without emotions.

Who gives me the task to make a work, loves to know that the instants that brought me to the realization have been all dedicated to the customer. That is a fair few. The world wanted to accelerate the times and deceive us with creations in series. It has filled us with prints and photocopy of famous works  deceiving us to be  satisfy. The satisfaction of our being comes when we have the awareness to be “part of a project”, and we participate with emotions. It’s like the return of the court painter, but in a modern key.

My ideas influence the materials that are combined in an unusual way, almost surreal. It’s a Dadaist and surrealist concept, they are philosophies expressed with a playful appearance as our childish being. I match colours in an extreme way to pass the concept of a single colour combination. We have lived in a time where it seemed that everything to be  “right” had to be of the same colour (be part of the same system, the same race, the same environment, etc…).  I believe in the opposites that excite themselves one with one another. Spiritual concept that sees unified all the artistic trains.

I hold in my works artistic landscapes of the art history. Some of my works has been dedicated to Salvador Dalì, Giorgio de Chirico, Marcel Duchamp, Man Ray and others. With them I have a good relationship: I dream, feel and live them inside myself. They are an important incentive because in them I feel pArt of me.

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